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L'intero sito del comune di Fumone è stato realizzato gratuitamente da un cittadino di Fumone, che presta la propria opera per il miglioramento del proprio comune. Si accettano suggerimenti all'indirizzo e-mail: sm65@tim.it Grazie per la collaborazione.

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Fumone visto dal Satellite ed ingresso al Comune in Via Risorgimento n°1

Raccolta Differenziata

Il comune di Fumone effettua la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema denominato porta a porta . Nell’anno 2006 la differenziazione  raccolta ha permesso di raggiungere la percentuale prescritta dal decreto Ronchi.
La raccolta avviene giornalmente secondo il calendario predisposto dall’Amministrazione Comunale.: I materiali plastici, ferrosi, alluminio, vetro e carta/cartone devono essere depositati negli appositi punti di raccolta.

Visitate il Castello di Fumone all'interno del Centro Storico

Scarica la Storia di Fumone

Sopra vista panoramica di Fumone con l'orrendo traliccio RAI. Sotto come sarebbe senza traliccio.

Sotto, il traliccio della discordia che da tantissimi anni reca solo danni e problemi al paese e nessun ritorno economico. E’ ora di farlo SPARIRE !

Clicca e Invia un’e-mail alla segreteria del Comune indicando nell’oggetto: Rimuovete il Traliccio RAI e nel corpo il tuo Nome, Cognome e Comune di residenza.

 

Il nostro indirizzo:

Via Risorgimento n°1
03010—Fumone (FR)

Tel.: 0775/499.107
Tel.: 0775/49.49.6
Fax: 0775/49.022
E-mail: info@comunedifumone.it

 

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Fumone è un piccolo comune di 2203 abitanti (al 31/12/2006)  che ricade nella parte nord della Ciociaria nel territorio della provincia di Frosinone. Confina ed è circondato da altri tipici paesi ciociari caratterizzati da attrattive storico-culturali di altissimo valore, quali  Alatri, Ferentino, Anagni, Veroli e Fiuggi. Dista 20 Km. da Frosinone, 60 Km. da Roma e 15 Km. dal casello autostradale di Anagni (autostrada A1).Il suo Centro Storico è ubicato sulla sommità di un monte isolato , ad una quota pari a 783 m. s.l.m. da cui  si gode un vastissimo panorama  che spazia dai colli Albani alla valle del Liri. Conserva ancora quel sapore medievale che accomuna i paesi  Italiani che vantano una storia millenaria ed il castello ubicato sul culmine del monte rappresenta  una testimonianza importante. La sua  forma è pressoché di una circonferenza  che misura mezzo miglio romano,ed è circondata da possenti mura in pietra lavorate a scalpello ed unite da cemento tenacissimo. Vi si accede attraverso due porte : porta romana che guarda verso Roma  e porta napoletana o portella che guarda verso Napoli .
Cenni storici: anche se non è stato possibile provare  l’esatta data di fondazione di  Fumone , è ormai accertato che la sua origine è antichissima. Alcuni storici ne farebbero risalire la fondazione alla data  del 244 anni dalla fondazione di Roma ( quindi circa al 510 A.C.), cioè al tempo di Tarquinio il Superbo. Questi, sconfitto sulle rive del lago Regillo, detronizzato ed odiato dal popolo romano, trovò rifugio in questi luoghi dove si circondò di sgherri per tornare nuovamente potente. Narra Dionisio da Alicarnasso che convocata in Ferentino un’assemblea di Latini, si unì in amicizia e confederazione ai popoli ernici,e, fattosi nominare capo della lega portò le armi contro Roma, facendo ogni sforzo per recuperarne il dominio “ Apud Hernicos turrim sibi in tuto cohabitandam aedificavit “.Altri vorrebbero fissare la data della sua fondazione ai tempi dei Goti ( 410 A.C. ) che comandati da Alarico, saccheggiarono Roma e la Campagna abbattendo i monumenti di romana grandezza. Altri ancora ne fissano la data al 455 A.C. ai tempi di Genserico comandante dei Vandali . Questi mettevano a ferro e fuoco le campagne che invadevano e molti cercarono scampo tra le balze e le alture dei monti dove costruirono fortezze e castelli. Altri infine farebbero risalire l’epoca della fondazione di Fumone al tempo dei Saraceni ( 855 A.C. ) . Questi penetrarono in Italia attraverso la Sicilia ed in quel tempo si diffuse l’usanza di costruire torri e fortezze oltre che per rifugio per fare segnali di pace e di guerra  per le città circostanti. I Volsci utilizzavano il sito di Fumone, denominato “antenna”, come posizione di avvistamento e tale utilizzazione è durata in epoca romana e medievale. Gli avvistamenti venivano comunicati con segnali di fumo: ecco dunque spiegata l’etimologia del suo nome, sia il detto (gravido di drammatiche suggestioni storiche): “quando Fumone fuma, tutta la campagna trema”.
La rocca di Fumone, citata fin dal XI secolo, si dimostrò inespugnabile e lo stesso imperatore Enrico VI, che nel 1190 assunse anche il titolo di re d’Italia, rinunciò ad occuparla. Ma l’evento che consegnò Fumone alla storia avvenne sul finire del XII secolo: qui, infatti, papa Bonifacio VIII relegò del 1294 il precedente pontefice Celestino V, l’autore del “gran rifiuto” che morì prigioniero delle mura della rocca due anni più tardi. Nel XVI sec. sui ruderi della rocca fu edificato l’attuale palazzo signorile con il bel giardino pensile. Anche due chiese di S. Maria Annunziata (citata fin dal XI sec.) e di S. Gaugerico (edificata nel XII sec.) sono state ampiamente rimaneggiate nei secoli successivi, ma varie parti delle strutture originarie sono ancora visibili. A valle di monte Fumone, a soli tre Km. di strada, si trova il piccolo lago di Canterno che ha una superficie di soli 60 ettari, ma nel suo genere (lago carsico) è il più grande del Lazio. Si è formato nel 1821 ed è stato oggetto a periodici ed improvvisi svuotamenti fino al 1923, poi è divenuto perenne a seguito di adeguate opere di sistemazione.


Fumone cornuto, ovunque veduto” ci ricorda ancora oggi quando dal torrione centrale della Rocca, raccogliendo i segnali trasmessi di torre in torre dai punti più lontani del vastissimo orizzonte, si elevava di giorno una poderosa colonna di fumo, oppure di notte una viva fiammata, che preannunciavano alle popolazioni circostanti l’approssimarsi di invasori o di barbari, e, quindi l’imminente pericolo di distruzione e di rovine. I Papi stessi, proprio allo scopo di conservare la Rocca ed utilizzarla come estremo baluardo, infeudarono la castellania dal X secolo fino al 1300 circa ai discendenti di Amato “ come Signae”. Sotto di essi, e precisamente nel 1125, Fumone divenne la prigione dell’antipapa Gregorio VII ( Maurizio Bourdin ), vinto nel 1121 dal papa Callisto II: secondo la tradizione l’antipapa morì e fu sepolto nelle spesse pareti di una delle sale del castello. Nel  secolo successivo un altro Pontefice finì i suoi giorni  a Fumone : per motivi  precauzionali tendenti a scongiurare un possibile scisma, il Papa Bonifacio VIII° fece prudentemente rinchiudere il predecessore Celestino V°, immortalato persino da Dante e passato alla storia per “ lo gran rifiuto”, proprio nella Rocca di Fumone ove morì dopo dieci mesi di prigionia, il 19-05-1296. Come tenutari del territorio di  Fumone subentrarono in seguito i Crescenzi di Roma e solo alla fine del XV° secolo il Castello fu trasferito in proprietà del Comune, che successivamente lo cedette ai marchesi Longhi che lo restaurarono e lo trasformarono in villa pensile alla fine del Seicento. Lontano dal progresso illuministico, la vita agreste e rurale del borgo continuò con la calma e la naturalezza dei tempi migliori, ed anzi lo spirito bucolico e sentimentale del seguente periodo romantico invitò molti personaggi illustri a godere la paciosa serenità di questi luoghi, lontani dagli affanni e dalle preoccupazioni dei tempi moderni. E’ antica consuetudine riservare  la presenza di un fantasma in   ogni Castello  . Anche nel Castello di Fumone, benchè lontano dalle terre scozzesi, la presenza del particolare inquilino viene avvertita nella notte dal rumore di ferraglie  delle armature che si spostano velocemente e dal disperato vagare della duchessa Emilia Castani alla ricerca del figlioletto, unico maschio, tra sette sorelle, avvelenato per questione di eredità nella seconda metà del 1800.
CLIMA
La morfologia ed il clima del territorio sono del tipo collinare,  benchè  si rinvengano significativi rilievi montuosi a quote comprese tra i 750 e 800 metri s.l.m. Non c’è un periodo ideale per visitare Fumone, ogni stagione ha un suo fascino particolare. Il periodo che va da aprile a metà ottobre viene considerato “alta stagione”  e nei mesi di luglio ed  agosto si registrano le punte di massimo afflusso turistico. E’ in questo periodo che, rispetto alle torride temperature delle pianure circostanti, Fumone si differenzia per un clima sempre fresco e ventilato. L’autunno può offrire splendide giornate di sole e la luce ed i colori sono particolarmente suggestivi. La natura ed il cielo assumono le tonalità cromatiche tipiche della pittura dei macchiaioli toscani della seconda metà dell’Ottocento. L’inverno è freddo ma asciutto, caratterizzato da scarse piogge, vento e neve, non mancano tuttavia le giornate terse, luminose e soleggiate. Nelle giornate nebbiose, camminando per Fumone, si ha la sensazione di essere avvolti da una nuvola. Questa stagione conferisce al paesaggio un aspetto altamente suggestivo e rifocillarsi nei locali caratteristici, davanti al fuoco, magari con della buona musica, permette di recuperare il sapore antico delle vecchie tradizioni. In primavera la temperatura aumenta  , ed il periodo compreso tra la metà del mese di aprile e metà del mese di maggio, è il momento propizio per chi vuole ammirare lo splendido spettacolo dei prati, del biancospino e dell’erica in fiore.
FLORA  e FAUNA
La vegetazione è costituita essenzialmente da  uliveti, castagneti e boschi di roverelle e carpini, con sottobosco ricco di felci, erice, ginestre e biancospino. Il paesaggio è particolarmente suggestivo nella stagione primaverile quando le fioriture di viburno, erica, corniolo, ginestre, ciclamini ed anemoni , che sono le specie maggiori, accolgono il visitatore con una varietà piacevolissima di colori e profumi. A tratti il paesaggio è interrotto dai verdi pascolo sui quali brucano gli ovini ed i caprini prima di abbeverarsi nelle acque del lago di  Canterno.  In questo susseguirsi di ambienti che dai 450 metri s.l.m. del lago giunge ai 800 metri s.l.m. di Monte Maino e Monte Fumone un tempo viveva una fauna molto ricca e varia, di cui si trovano ancora discrete presenze. Nei castagneti e nelle boscaglie vivono volpi, donnole e faine che regolano efficacemente la popolazione dei piccoli roditori a carico dei quali trovano cibo sufficiente per allevare le loro cucciolate. Insieme alle specie di  mammiferi di piccole dimensioni quali i ghiri,  moscardini, quercini e lepri non mancano animali di media grandezza come il tasso e l’istrice ed il cinghiale. Tra gli uccelli sono innumerevoli le specie di passo, anche acquatiche, che qui giungono in primavera ed in autunno, quali aironi, cicogne e diverse specie di anatre. E’ infine interessante la presenza di rapaci notturni e diurni, come il gufo, il barbagianni, l’allocco ed il falco pellegrino.
IL CENTRO STORICO
Chi arriva a Fumone ha la gradita sorpresa di poter cogliere la stessa immagine che si presentava agli occhi dei pellegrini medioevali. La strada che conduce al Castrum si arrampica su Monte Fumone fin sotto la “cinta muraria”, costituita da pietre riquadrate a punta di martello, interrotta anticamente da una sola  porta in direzione di Roma: Porta Romana, Porta Napoletana  (detta Portella) invece era un’uscita di sicurezza posta nel tratto di mura a sud del borgo e rivolta in direzione di Napoli. Per chi arriva da Roma raggiungere questo paesino arroccato sul cucuzzolo di un monte a pochi chilometri da Fiuggi e che ha saputo conservare nel corso dei secoli la sua identità e la sua magnifica struttura medioevale è veramente semplice e il tragitto è di breve durata.  Autostrada del Sole fino all’uscita di Anagni-Fiuggi da dove si devia con una comoda superstrada verso Fiuggi e quindi verso il lago di Canterno e Fumone. Il punto di arrivo è piazza di Porta Romana, da dove si domina un enorme panorama ed esiste  una piccola possibilità di parcheggio. Da qui attraversato l’arco , Fumone ci accoglie per una full immersion nel passato. Il borgo riserva notevoli sorprese in quanto la cinta muraria racchiude al suo interno un nucleo storico perfettamente conservato, con portici, scale, nicchie di particolare suggestione. Le stradine strette, gli archi e i portali, tutto concorre a creare quell’atmosfera che riporta il visitatore indietro nel tempo al secolo X.

PERCORSI PAESAGGISTICI

IL LAGO
Il territorio del lago ricade per circa il cinquanta per cento anche nei Comuni di Ferentino e Trivigliano.  Il lago ha una lunghezza di circa 1700 metri, una larghezza di circa 900 metri ed una profondità massima di 20 metri. Formatosi naturalmente in una depressione carsica è circondato da modesti rilievi montuosi e le sue sponde sono caratterizzate da lievi pendii erbosi. In esso confluiscono le acque del Fosso del diluvio e quelle del fiume Cosa provenienti dal Comune di Guarcino. Una rete di fiumi sotterranei lo collega attraverso inghiottitoi ad altri laghi . Il bacino è utilizzato dall’ENEL per la produzione di energia elettrica. La pesca al lago di Canterno ha rappresentato una importante fonte di sussistenza per i fumonesi che hanno praticato con reti e nasse fino a circa trenta anni fa. Per chi  intende sedersi a tavola, il ristorante “ Il Pescatore” sarà lieto di accontentare ogni gusto. E’ un locale accogliente, spazioso e pieno di luce con una meravigliosa vista sul lago.
SENTIERI
Hanno rappresentato le uniche vie di comunicazione per la comunità fumonese ed hanno permesso l’armonioso perpetrarsi della vita sociale ed economica.  Le chiese, la mola, i frantoi, il lago sono i nodi di questa “rete” che ha accompagnato le occasioni sociali quali lr feste religiose, la molatura delle semenze e delle olive, le lavandaie ed i pescatori del lago. Detti sentieri danno l’opportunità di ripercorrere i momenti salienti della vita rurale, cadenzata dall’avvicendarsi delle stagioni, provata dalle difficoltà degli spostamenti e dall’approvvigionamento dell’acqua. Percorrendo questi sentieri si incontrano antichissime testimonianze storiche come : la Chiesa S.Maria degli Angeli risalente al 1743 o l’antichissima cappelletta votiva con icona bizanteggiante posta alla biforcazione della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale Canterno, recentemente oggetto di restauro con il rifacimento ex novo dell’immagine irrimediabilmente perduta.
PASSEGGIATA LUNGO LE MURA
L’attuale circonvallazione ricalca il percorso che in epoca medioevale cingeva il Castrum. E’ una piacevole passeggiata che da modo di apprezzare i pendii scoscesi di  Monte Fumone,  ed un immenso panorama sulle vallate , sui paesi circostanti e lungo le catene dei Monti Ernici e Lepini.
IL SENTIERO DELLE CHIESE
Il percorso ha inizio da Porta Romana, da cui attraverso via del Paradiso si scende per via della Croce fino alla Chiesa  della Madonna delle Grazie passando  per la Chiesa S.Maria degli Angeli , che  all’interno custodisce l’affresco risalente al XIV° secolo raffigurante la Beata Vergine col Bambino Gesù in braccio e due Angeli che sorreggono la corona. Nei pressi di questa chiesina si imbocca uno stradello che offre splendide vedute panoramiche sulla valle del Sacco e sulla campagna fumonese del Felceto e di Pozzomiccio. A monte del sentiero per alcuni tratti si notano enormi massi  di origine incerta impilati l’uni sugli altri. E’ un sentiero molto assolato ed ai suoi lati nei mesi di agosto e settembre è possibile cogliere le more. Giunti sulla strada provinciale per Alatri sul lato opposto inizia un breve stradello che conduce alla Chiesa della Madonna delle Grazie.
IL SENTIERO DELLA PINETA
Partendo dal Ristorante la Vecchia Mola e percorrendo per un centinaio di metri la strada Comunale in direzione Fraschette, si incontra sulla sinistra un viottolo che si arrampica dolcemente sulle pendici di Monte Fumone e si addentra nella pineta. E’ qui che si possono ascoltare i canti degli uccelli tipici di questa zona ed osservare scoiattoli ed altri piccoli mammiferi nel loro ambiente. Il sentiero termina all’ingresso del Cimitero cittadino , e da qui percorrendo il viale che lo congiunge alla provinciale si raggiunge  il Centro Storico che è ormai a pochi minuti di cammino, più in alto.
IL SENTIERO DELLE LAVANDAIE
Per secoli è stato il percorso delle donne di Fumone che si recavano al lago di Canterno settimanalmente per  “lavare i panni “. Oggi dà l’opportunità di ammirare uno splendido panorama sulle campagne di Vallefredda nel tratto iniziale e di effettuare una rilassante passeggiata tra i boschi nel tratto finale prima di giungere al lago.
IL SENTIERO DI FOSSA ZOFFRENA
Il percorso inizialmente è costeggiato da costruzioni,  alla biforcazione della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale Canterno, si incontra  l’antichissima cappellina votiva con icona bizanteggiante recentemente oggetto di restauro con il rifacimento ex novo dell’immagine irrimediabilmente perduta, quindi  si  giunge nei pressi di una dolina carsica, del diametro di un centinaio di metri e, attraversando un tratto ombreggiato da querce in località Selva e da qui al lago di Canterno.
ATTIVITA’  PRODUTTIVE
Concorrono all’economia del territorio le numerose ditte artigiane  (lavorazione del ferro battuto e falegnami) disseminate del territorio. Dall’ingresso di Porta Romana  si scorge la piccola bottega artigianale de La fantasia del dolce che sforna continuamente dolci tipici, di cui si sente già il profumo salendo lungo via Risorgimento.  Ancora oggi è in grado di offrire sapori antichi ormai diventati rari oltre alle ciambelle tipiche della festa di San Sebastiano ed un vasto assortimento di dolciumi fatti in casa secondo le antiche ricette ciociare. Nella frazione Pozzi svolge la sua attività La Deliziosa ( pasticceria e pasta all’uovo ) che produce tutti i tipi di pasta fresca della tradizione fumonese : i “ tagliarini”, le “code de soraga” (strozzapreti) e le “sagne pelose”. E’ possibile gustare amaretti, ciambellette di magro, tozzetti e dolci tipici di Fumone in ogni periodo dell’anno.  Per le feste natalizie si prepara la “copeta” (miele e noci), per le feste pasquali la “pigna” (pizza lievitata all’anice e la “pupa” (bambola di pasta frolla ricoperta di confettini colorati con un uovo sodo per pancia ed infine nelle feste di carnevale frappe salate di Fumone, castagnole e roselline (frappe a forma di rose farcite di marmellata). Mentre nella frazione Madonna delle Grazie , in località Piè Del Monte  è ubicato il Punto Pasta di Caponera Antonietta. Nel territorio confinante con quello del Comune di Alatri  ,  in località Piè Del Monte (la ditta Caponera) e Cassiano (la ditta Di Veronica)   svolgono la loro attività   due panifici con  forni rigorosamente alimentati a legna , mentre in località Muraglie  il  frantoio della ditta De Santis  effettua ancora  la spremitura delle olive con le   tecniche di una volta. Molto apprezzati sono  le attività di ristorazione presso i  numerosi ristoranti disseminati in ogni parte del territorio: La taverna del Barone, la Rocca e Pizzeria da  Walter nel Centro Storico, La Quercia, la Mola, la Vecchia Mola ed il nido d’Aquila nella frazione Madonna delle Grazie, La Ruota, l’Anfora ed il Pescatore nella frazione Pozzi o a ridosso.
GLI ARTISTI LOCALI
Tra gli artisti locali, senz’altro si distinguono: il maestro Paolino Cialone specializzato nelle sculture in legno o in pietra le cui opere fanno bella mostra presso l’altare maggiore della Chiesa Colleggiata e nella sala consiliare della Sede Municipale , Benedetto De Santis le cui opere sono custodite nella Chiesa San Pietro Celestino e Maria Luisa Carinci.

Il maestro Paolino Cialone, celebre per le sue numerose opere realizzate per le chiese di Fumone e per il comune stesso è ancora in attività e ne riportiamo solo alcune immagini con alcuni dei suoi celebri capolavori. Tutte le foto sottostanti sono state realizzate dal Sig. Massimiliano Stolfa che ne detiene il copyright insieme al Sig. Paolino Cialone. Ogni pubblicazione, totale o parziale, deve essere autorizzata dai proprietari (vedi ©) . sm65@tim.it

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Paolino Cialone a casa sua, vicino ad alcune sue celebri sculture.

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Paolino Cialone nel suo laboratorio che sta completando il basamento della sua scultura raffigurante Gesù in croce, di cui vediamo il particolare in basso.

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