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Fumone visto dal Satellite ed
ingresso al Comune in Via Risorgimento n°1

Raccolta
Differenziata
Il comune di Fumone effettua la
raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema denominato porta a porta
. Nell’anno 2006 la differenziazione raccolta ha permesso di
raggiungere la percentuale prescritta dal decreto Ronchi. La raccolta
avviene giornalmente secondo il calendario predisposto
dall’Amministrazione Comunale.: I materiali plastici, ferrosi, alluminio,
vetro e carta/cartone devono essere depositati negli appositi punti di
raccolta.

Visitate il Castello di Fumone all'interno del Centro
Storico
Scarica la Storia di
Fumone

Sopra vista panoramica di Fumone con l'orrendo traliccio
RAI. Sotto come sarebbe senza traliccio.

Sotto, il traliccio della discordia che da tantissimi anni
reca solo danni e problemi al paese e nessun ritorno economico. E’ ora di
farlo SPARIRE !

Clicca e Invia un’e-mail alla segreteria
del Comune indicando nell’oggetto: Rimuovete il Traliccio RAI e nel corpo
il tuo Nome, Cognome e Comune di residenza.
Il
nostro indirizzo:
Via Risorgimento n°1 03010—Fumone (FR)
Tel.: 0775/499.107 Tel.:
0775/49.49.6 Fax: 0775/49.022 E-mail: info@comunedifumone.it
Arriva il Gas Metano
Altri
Bandi?Vai alla Bacheca o alla
pag. contatto con il
cittadino
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Fumone è un piccolo comune
di 2203 abitanti (al 31/12/2006) che ricade nella parte nord
della Ciociaria nel territorio della provincia di Frosinone. Confina
ed è circondato da altri tipici paesi ciociari caratterizzati da
attrattive storico-culturali di altissimo valore, quali
Alatri, Ferentino, Anagni, Veroli e Fiuggi. Dista 20 Km. da
Frosinone, 60 Km. da Roma e 15 Km. dal casello autostradale di
Anagni (autostrada A1).Il suo Centro Storico è ubicato sulla sommità
di un monte isolato , ad una quota pari a 783 m. s.l.m. da cui
si gode un vastissimo panorama che spazia dai colli Albani
alla valle del Liri. Conserva ancora quel sapore medievale che
accomuna i paesi Italiani che vantano una storia millenaria ed
il castello ubicato sul culmine del monte rappresenta una
testimonianza importante. La sua forma è pressoché di una
circonferenza che misura mezzo miglio romano,ed è circondata
da possenti mura in pietra lavorate a scalpello ed unite da cemento
tenacissimo. Vi si accede attraverso due porte : porta romana che
guarda verso Roma e porta napoletana o portella che guarda
verso Napoli . Cenni storici: anche se non è stato possibile
provare l’esatta data di fondazione di Fumone , è ormai
accertato che la sua origine è antichissima. Alcuni storici ne
farebbero risalire la fondazione alla data del 244 anni dalla
fondazione di Roma ( quindi circa al 510 A.C.), cioè al tempo di
Tarquinio il Superbo. Questi, sconfitto sulle rive del lago Regillo,
detronizzato ed odiato dal popolo romano, trovò rifugio in questi
luoghi dove si circondò di sgherri per tornare nuovamente potente.
Narra Dionisio da Alicarnasso che convocata in Ferentino
un’assemblea di Latini, si unì in amicizia e confederazione ai
popoli ernici,e, fattosi nominare capo della lega portò le armi
contro Roma, facendo ogni sforzo per recuperarne il dominio “ Apud
Hernicos turrim sibi in tuto cohabitandam aedificavit “.Altri
vorrebbero fissare la data della sua fondazione ai tempi dei Goti (
410 A.C. ) che comandati da Alarico, saccheggiarono Roma e la
Campagna abbattendo i monumenti di romana grandezza. Altri ancora ne
fissano la data al 455 A.C. ai tempi di Genserico comandante dei
Vandali . Questi mettevano a ferro e fuoco le campagne che
invadevano e molti cercarono scampo tra le balze e le alture dei
monti dove costruirono fortezze e castelli. Altri infine farebbero
risalire l’epoca della fondazione di Fumone al tempo dei Saraceni (
855 A.C. ) . Questi penetrarono in Italia attraverso la Sicilia ed
in quel tempo si diffuse l’usanza di costruire torri e fortezze
oltre che per rifugio per fare segnali di pace e di guerra per
le città circostanti. I Volsci utilizzavano il sito di Fumone,
denominato “antenna”, come posizione di avvistamento e tale
utilizzazione è durata in epoca romana e medievale. Gli avvistamenti
venivano comunicati con segnali di fumo: ecco dunque spiegata
l’etimologia del suo nome, sia il detto (gravido di drammatiche
suggestioni storiche): “quando Fumone fuma, tutta la campagna
trema”. La rocca di Fumone, citata fin dal
XI secolo, si dimostrò inespugnabile e lo stesso imperatore Enrico
VI, che nel 1190 assunse anche il titolo di re d’Italia, rinunciò ad
occuparla. Ma l’evento che consegnò Fumone alla storia avvenne sul
finire del XII secolo: qui, infatti, papa Bonifacio VIII relegò del
1294 il precedente pontefice Celestino V, l’autore del “gran
rifiuto” che morì prigioniero delle mura della rocca due anni più
tardi. Nel XVI sec. sui ruderi della rocca fu edificato l’attuale
palazzo signorile con il bel giardino pensile. Anche due chiese di
S. Maria Annunziata (citata fin dal XI sec.) e di S. Gaugerico
(edificata nel XII sec.) sono state ampiamente rimaneggiate nei
secoli successivi, ma varie parti delle strutture originarie sono
ancora visibili. A valle di monte Fumone, a soli tre Km. di strada,
si trova il piccolo lago di Canterno che ha una superficie di soli
60 ettari, ma nel suo genere (lago carsico) è il più grande del
Lazio. Si è formato nel 1821 ed è stato oggetto a periodici ed
improvvisi svuotamenti fino al 1923, poi è divenuto perenne a
seguito di adeguate opere di sistemazione.
Fumone cornuto, ovunque veduto” ci
ricorda ancora oggi quando dal torrione centrale della Rocca,
raccogliendo i segnali trasmessi di torre in torre dai punti più
lontani del vastissimo orizzonte, si elevava di giorno una poderosa
colonna di fumo, oppure di notte una viva fiammata, che
preannunciavano alle popolazioni circostanti l’approssimarsi di
invasori o di barbari, e, quindi l’imminente pericolo di distruzione
e di rovine. I Papi stessi, proprio allo scopo di conservare la
Rocca ed utilizzarla come estremo baluardo, infeudarono la
castellania dal X secolo fino al 1300 circa ai discendenti di Amato
“ come Signae”. Sotto di essi, e precisamente nel 1125, Fumone
divenne la prigione dell’antipapa Gregorio VII ( Maurizio Bourdin ),
vinto nel 1121 dal papa Callisto II: secondo la tradizione
l’antipapa morì e fu sepolto nelle spesse pareti di una delle sale
del castello. Nel secolo successivo un altro Pontefice finì i
suoi giorni a Fumone : per motivi precauzionali tendenti
a scongiurare un possibile scisma, il Papa Bonifacio VIII° fece
prudentemente rinchiudere il predecessore Celestino V°, immortalato
persino da Dante e passato alla storia per “ lo gran rifiuto”,
proprio nella Rocca di Fumone ove morì dopo dieci mesi di prigionia,
il 19-05-1296. Come tenutari del territorio di Fumone
subentrarono in seguito i Crescenzi di Roma e solo alla fine del XV°
secolo il Castello fu trasferito in proprietà del Comune, che
successivamente lo cedette ai marchesi Longhi che lo restaurarono e
lo trasformarono in villa pensile alla fine del Seicento. Lontano
dal progresso illuministico, la vita agreste e rurale del borgo
continuò con la calma e la naturalezza dei tempi migliori, ed anzi
lo spirito bucolico e sentimentale del seguente periodo romantico
invitò molti personaggi illustri a godere la paciosa serenità di
questi luoghi, lontani dagli affanni e dalle preoccupazioni dei
tempi moderni. E’ antica consuetudine riservare la presenza di
un fantasma in ogni Castello . Anche nel Castello
di Fumone, benchè lontano dalle terre scozzesi, la presenza del
particolare inquilino viene avvertita nella notte dal rumore di
ferraglie delle armature che si spostano velocemente e dal
disperato vagare della duchessa Emilia Castani alla ricerca del
figlioletto, unico maschio, tra sette sorelle, avvelenato per
questione di eredità nella seconda metà del 1800.
CLIMA La morfologia ed il clima del
territorio sono del tipo collinare, benchè si rinvengano
significativi rilievi montuosi a quote comprese tra i 750 e 800
metri s.l.m. Non c’è un periodo ideale per visitare Fumone, ogni
stagione ha un suo fascino particolare. Il periodo che va da aprile
a metà ottobre viene considerato “alta stagione” e nei mesi di
luglio ed agosto si registrano le punte di massimo afflusso
turistico. E’ in questo periodo che, rispetto alle torride
temperature delle pianure circostanti, Fumone si differenzia per un
clima sempre fresco e ventilato. L’autunno può offrire splendide
giornate di sole e la luce ed i colori sono particolarmente
suggestivi. La natura ed il cielo assumono le tonalità cromatiche
tipiche della pittura dei macchiaioli toscani della seconda metà
dell’Ottocento. L’inverno è freddo ma asciutto, caratterizzato da
scarse piogge, vento e neve, non mancano tuttavia le giornate terse,
luminose e soleggiate. Nelle giornate nebbiose, camminando per
Fumone, si ha la sensazione di essere avvolti da una nuvola. Questa
stagione conferisce al paesaggio un aspetto altamente suggestivo e
rifocillarsi nei locali caratteristici, davanti al fuoco, magari con
della buona musica, permette di recuperare il sapore antico delle
vecchie tradizioni. In primavera la temperatura aumenta , ed
il periodo compreso tra la metà del mese di aprile e metà del mese
di maggio, è il momento propizio per chi vuole ammirare lo splendido
spettacolo dei prati, del biancospino e dell’erica in fiore.
FLORA e FAUNA La vegetazione è costituita
essenzialmente da uliveti, castagneti e boschi di roverelle e
carpini, con sottobosco ricco di felci, erice, ginestre e
biancospino. Il paesaggio è particolarmente suggestivo nella
stagione primaverile quando le fioriture di viburno, erica,
corniolo, ginestre, ciclamini ed anemoni , che sono le specie
maggiori, accolgono il visitatore con una varietà piacevolissima di
colori e profumi. A tratti il paesaggio è interrotto dai verdi
pascolo sui quali brucano gli ovini ed i caprini prima di
abbeverarsi nelle acque del lago di Canterno. In questo
susseguirsi di ambienti che dai 450 metri s.l.m. del lago giunge ai
800 metri s.l.m. di Monte Maino e Monte Fumone un tempo viveva una
fauna molto ricca e varia, di cui si trovano ancora discrete
presenze. Nei castagneti e nelle boscaglie vivono volpi, donnole e
faine che regolano efficacemente la popolazione dei piccoli roditori
a carico dei quali trovano cibo sufficiente per allevare le loro
cucciolate. Insieme alle specie di mammiferi di piccole
dimensioni quali i ghiri, moscardini, quercini e lepri non
mancano animali di media grandezza come il tasso e l’istrice ed il
cinghiale. Tra gli uccelli sono innumerevoli le specie di passo,
anche acquatiche, che qui giungono in primavera ed in autunno, quali
aironi, cicogne e diverse specie di anatre. E’ infine interessante
la presenza di rapaci notturni e diurni, come il gufo, il
barbagianni, l’allocco ed il falco pellegrino. IL CENTRO
STORICO Chi arriva a Fumone ha la gradita sorpresa
di poter cogliere la stessa immagine che si presentava agli occhi
dei pellegrini medioevali. La strada che conduce al Castrum si
arrampica su Monte Fumone fin sotto la “cinta muraria”, costituita
da pietre riquadrate a punta di martello, interrotta anticamente da
una sola porta in direzione di Roma: Porta Romana, Porta
Napoletana (detta Portella) invece era un’uscita di sicurezza
posta nel tratto di mura a sud del borgo e rivolta in direzione di
Napoli. Per chi arriva da Roma raggiungere questo paesino arroccato
sul cucuzzolo di un monte a pochi chilometri da Fiuggi e che ha
saputo conservare nel corso dei secoli la sua identità e la sua
magnifica struttura medioevale è veramente semplice e il tragitto è
di breve durata. Autostrada del Sole fino all’uscita di
Anagni-Fiuggi da dove si devia con una comoda superstrada verso
Fiuggi e quindi verso il lago di Canterno e Fumone. Il punto di
arrivo è piazza di Porta Romana, da dove si domina un enorme
panorama ed esiste una piccola possibilità di parcheggio. Da
qui attraversato l’arco , Fumone ci accoglie per una full immersion
nel passato. Il borgo riserva notevoli sorprese in quanto la cinta
muraria racchiude al suo interno un nucleo storico perfettamente
conservato, con portici, scale, nicchie di particolare suggestione.
Le stradine strette, gli archi e i portali, tutto concorre a creare
quell’atmosfera che riporta il visitatore indietro nel tempo al
secolo X.
PERCORSI
PAESAGGISTICI
IL LAGO Il
territorio del lago ricade per circa il cinquanta per cento anche
nei Comuni di Ferentino e Trivigliano. Il lago ha una
lunghezza di circa 1700 metri, una larghezza di circa 900 metri ed
una profondità massima di 20 metri. Formatosi naturalmente in una
depressione carsica è circondato da modesti rilievi montuosi e le
sue sponde sono caratterizzate da lievi pendii erbosi. In esso
confluiscono le acque del Fosso del diluvio e quelle del fiume Cosa
provenienti dal Comune di Guarcino. Una rete di fiumi sotterranei lo
collega attraverso inghiottitoi ad altri laghi . Il bacino è
utilizzato dall’ENEL per la produzione di energia elettrica. La
pesca al lago di Canterno ha rappresentato una importante fonte di
sussistenza per i fumonesi che hanno praticato con reti e nasse fino
a circa trenta anni fa. Per chi intende sedersi a tavola, il
ristorante “ Il Pescatore” sarà lieto di accontentare ogni gusto. E’
un locale accogliente, spazioso e pieno di luce con una meravigliosa
vista sul lago. SENTIERI Hanno
rappresentato le uniche vie di comunicazione per la comunità
fumonese ed hanno permesso l’armonioso perpetrarsi della vita
sociale ed economica. Le chiese, la mola, i frantoi, il lago
sono i nodi di questa “rete” che ha accompagnato le occasioni
sociali quali lr feste religiose, la molatura delle semenze e delle
olive, le lavandaie ed i pescatori del lago. Detti sentieri danno
l’opportunità di ripercorrere i momenti salienti della vita rurale,
cadenzata dall’avvicendarsi delle stagioni, provata dalle difficoltà
degli spostamenti e dall’approvvigionamento dell’acqua. Percorrendo
questi sentieri si incontrano antichissime testimonianze storiche
come : la Chiesa S.Maria degli Angeli risalente al 1743 o
l’antichissima cappelletta votiva con icona bizanteggiante posta
alla biforcazione della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale
Canterno, recentemente oggetto di restauro con il rifacimento ex
novo dell’immagine irrimediabilmente perduta. PASSEGGIATA LUNGO LE MURA L’attuale
circonvallazione ricalca il percorso che in epoca medioevale cingeva
il Castrum. E’ una piacevole passeggiata che da modo di apprezzare i
pendii scoscesi di Monte Fumone, ed un immenso panorama
sulle vallate , sui paesi circostanti e lungo le catene dei Monti
Ernici e Lepini. IL SENTIERO DELLE
CHIESE Il percorso ha inizio da Porta Romana, da cui
attraverso via del Paradiso si scende per via della Croce fino alla
Chiesa della Madonna delle Grazie passando per la Chiesa
S.Maria degli Angeli , che all’interno custodisce l’affresco
risalente al XIV° secolo raffigurante la Beata Vergine col Bambino
Gesù in braccio e due Angeli che sorreggono la corona. Nei pressi di
questa chiesina si imbocca uno stradello che offre splendide vedute
panoramiche sulla valle del Sacco e sulla campagna fumonese del
Felceto e di Pozzomiccio. A monte del sentiero per alcuni tratti si
notano enormi massi di origine incerta impilati l’uni sugli
altri. E’ un sentiero molto assolato ed ai suoi lati nei mesi di
agosto e settembre è possibile cogliere le more. Giunti sulla strada
provinciale per Alatri sul lato opposto inizia un breve stradello
che conduce alla Chiesa della Madonna delle Grazie. IL SENTIERO DELLA PINETA Partendo dal Ristorante la
Vecchia Mola e percorrendo per un centinaio di metri la strada
Comunale in direzione Fraschette, si incontra sulla sinistra un
viottolo che si arrampica dolcemente sulle pendici di Monte Fumone e
si addentra nella pineta. E’ qui che si possono ascoltare i canti
degli uccelli tipici di questa zona ed osservare scoiattoli ed altri
piccoli mammiferi nel loro ambiente. Il sentiero termina
all’ingresso del Cimitero cittadino , e da qui percorrendo il viale
che lo congiunge alla provinciale si raggiunge il Centro
Storico che è ormai a pochi minuti di cammino, più in alto. IL SENTIERO DELLE LAVANDAIE Per secoli è stato il
percorso delle donne di Fumone che si recavano al lago di Canterno
settimanalmente per “lavare i panni “. Oggi dà l’opportunità
di ammirare uno splendido panorama sulle campagne di Vallefredda nel
tratto iniziale e di effettuare una rilassante passeggiata tra i
boschi nel tratto finale prima di giungere al lago. IL SENTIERO DI FOSSA ZOFFRENA Il percorso
inizialmente è costeggiato da costruzioni, alla biforcazione
della strada per Fossa Zoffrena e Vicinale Canterno, si
incontra l’antichissima cappellina votiva con icona
bizanteggiante recentemente oggetto di restauro con il rifacimento
ex novo dell’immagine irrimediabilmente perduta, quindi
si giunge nei pressi di una dolina carsica, del diametro di un
centinaio di metri e, attraversando un tratto ombreggiato da querce
in località Selva e da qui al lago di Canterno. ATTIVITA’ PRODUTTIVE Concorrono all’economia
del territorio le numerose ditte artigiane (lavorazione del
ferro battuto e falegnami) disseminate del territorio. Dall’ingresso
di Porta Romana si scorge la piccola bottega artigianale de La
fantasia del dolce che sforna continuamente dolci tipici, di cui si
sente già il profumo salendo lungo via Risorgimento. Ancora
oggi è in grado di offrire sapori antichi ormai diventati rari oltre
alle ciambelle tipiche della festa di San Sebastiano ed un vasto
assortimento di dolciumi fatti in casa secondo le antiche ricette
ciociare. Nella frazione Pozzi svolge la sua attività La Deliziosa (
pasticceria e pasta all’uovo ) che produce tutti i tipi di pasta
fresca della tradizione fumonese : i “ tagliarini”, le “code de
soraga” (strozzapreti) e le “sagne pelose”. E’ possibile gustare
amaretti, ciambellette di magro, tozzetti e dolci tipici di Fumone
in ogni periodo dell’anno. Per le feste natalizie si prepara
la “copeta” (miele e noci), per le feste pasquali la “pigna” (pizza
lievitata all’anice e la “pupa” (bambola di pasta frolla ricoperta
di confettini colorati con un uovo sodo per pancia ed infine nelle
feste di carnevale frappe salate di Fumone, castagnole e roselline
(frappe a forma di rose farcite di marmellata). Mentre nella
frazione Madonna delle Grazie , in località Piè Del Monte è
ubicato il Punto Pasta di Caponera Antonietta. Nel territorio
confinante con quello del Comune di Alatri , in località
Piè Del Monte (la ditta Caponera) e Cassiano (la ditta Di
Veronica) svolgono la loro attività due
panifici con forni rigorosamente alimentati a legna , mentre
in località Muraglie il frantoio della ditta De
Santis effettua ancora la spremitura delle olive con
le tecniche di una volta. Molto apprezzati sono le
attività di ristorazione presso i numerosi ristoranti
disseminati in ogni parte del territorio: La taverna del Barone, la
Rocca e Pizzeria da Walter nel Centro Storico, La Quercia, la
Mola, la Vecchia Mola ed il nido d’Aquila nella frazione Madonna
delle Grazie, La Ruota, l’Anfora ed il Pescatore nella frazione
Pozzi o a ridosso. GLI ARTISTI LOCALI Tra gli artisti locali, senz’altro si
distinguono: il maestro Paolino Cialone specializzato nelle sculture
in legno o in pietra le cui opere fanno bella mostra presso l’altare
maggiore della Chiesa Colleggiata e nella sala consiliare della Sede
Municipale , Benedetto De Santis le cui opere sono custodite nella
Chiesa San Pietro Celestino e Maria Luisa Carinci.
Il maestro Paolino Cialone, celebre
per le sue numerose opere realizzate per le chiese di Fumone e per
il comune stesso è ancora in attività e ne riportiamo solo alcune
immagini con alcuni dei suoi celebri
capolavori. Tutte
le foto sottostanti sono state realizzate dal Sig. Massimiliano
Stolfa che ne detiene il copyright insieme al Sig. Paolino Cialone.
Ogni pubblicazione, totale o parziale, deve essere autorizzata dai
proprietari (vedi ©)
. sm65@tim.it
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Paolino Cialone a casa
sua, vicino ad alcune sue celebri sculture.
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Paolino Cialone nel suo laboratorio che
sta completando il basamento della sua scultura raffigurante Gesù in
croce, di cui vediamo il particolare in
basso.
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